In scena il 27 gennaio un format che mette insieme canzoni e libri sul tema dello scorrere del tempo nelle sue diverse sfaccettature: la memoria, il viaggio, la trasformazione, il cambiamento.
Roma Il tempo non viene misurato, ma attraversato. È questa la sensazione che ha accompagnato il pubblico martedì 27 gennaio alle ore 18 al Centro Studi Americani, nella sede di Palazzo Mattei di Giove, dove parole, musica e gesti teatrali hanno dato forma a “Nella distensione del tempo” davanti a una platea numerosa e partecipe.
Il progetto, ideato dallo scrittore e compositore Achille Fulfaro e curato e promosso da Fulgior srls, nasce come un format che unisce letteratura, musica e teatro in un’unica esperienza narrativa. Al centro ci sono i cinque libri dell’autore, pubblicati tra il 2007 e il 2024, messi in dialogo con le sue canzoni attraverso letture teatrali, performance musicali e immagini. A legarle è il tema del Tempo, esplorato come memoria, viaggio, ritorno, trasformazione. Un tempo che sembra lineare ma che, di libro in libro e di canzone in canzone, finisce per curvarsi, diventando circolare, interiore, umano. Lo spettatore viene portato per mano in un mondo fatto di frammenti di memoria, di ricordi, un viaggio epico nei sentimenti e emozioni dove i simboli- la nave, il mare, rimandano a Ulisse. Un viaggio antropologico alla ricerca della conoscenza, l’andare e ritornare, tra incontri, ombre, speranze, tradimenti, inganni e illusioni. Viene cucito così pezzo per pezzo, tra musica e parole, il viaggio omerico dell’uomo moderno attraverso l’evoluzione scandita dal tempo, nella trasformazione, nel cambiamento. Ogni parola rimanda a un’emozione vissuta nel corso dell’esistenza in un nostos che si fa mito. Al centro del tempo, le emozioni: la paura, le illusioni, il buio, la luce, la rinascita.
Le letture teatrali, affidate a Paola Bongiorno e Paolo Pellegrini, sono tratte dai cinque volumi di Fulfaro: All’alba, lo Stretto, Itaca d’inganno, Un’altra vita, Nella distensione del tempo e Sotto stelle scadenti.
Le canzoni proposte durante la serata appartengono all’album Nella distensione del tempo, primo lavoro cantautoriale di Fulfaro, pubblicato nel dicembre 2025. Otto brani nati da un lavoro collettivo che ha coinvolto Luca Carocci agli arrangiamenti, Josè Ramon Caraballo ai fiati e alle percussioni, Manuel Magrini al pianoforte e la Cirrone Band alle chitarre elettriche.
Attraverso parole, musica e immagini, il pubblico è stato accompagnato in un percorso di riflessione sull’evoluzione dell’individuo nel corso della propria esistenza. Il cambiamento, suggerisce Fulfaro, non è sempre un andare avanti: può essere anche un tornare indietro, una deviazione, una scelta diversa. Un’idea che richiama la dialettica hegeliana di tesi, antitesi e sintesi, dove solo mettendosi in discussione è possibile arrivare a una comprensione più profonda di sé e del mondo.
Lo stile dei testi e la cura musicale rimandano alla grande tradizione della canzone d’autore italiana, da Ivano Fossati a Francesco De Gregori fino a Franco Battiato, collocando Achille Fulfaro nel panorama della musica indipendente contemporanea. Le prime quattro tracce dell’album ruotano attorno al viaggio e alla memoria, con un mare quasi omerico sullo sfondo; le successive affrontano il tempo come trasformazione e come possibilità di una nuova consapevolezza.
L’idea di coniugare libri e canzoni in un unico progetto affonda le sue radici in un’esperienza precedente e decisiva: When Mediterranean meets the Gulf, evento organizzato nel 2018 dallo stesso Fulfaro con il patrocinio delle Ambasciate di Abu Dhabi e del Kuwait. Al quale hanno partecipato alcuni artisti della scena musicale italiana come Antonio Di Martino, Angelo Trabace, Nicolò Carnesi, Margherita Vicario, Fabrizio Cammarata, Lucio Corsi, Cirrone Band, Manuel Magrini e Luca Carocci.
Nella distensione del tempo è anche il risultato di un lavoro profondamente condiviso. L’organizzazione dell’evento ha coinvolto infatti l’intera famiglia di Fulfaro: Laura Giordano e i quattro figli.
Ed è proprio in questa dimensione condivisa, fatta di relazioni prima ancora che di linguaggi, che il progetto trova il suo equilibrio più riuscito, offrendo un messaggio positivo fatto di bellezza, di armonia, di connessione.
Durante l’evento e’ stato inoltre presentato il videoclip ufficiale della canzone Itaca, girato a Catona (RC) per la regia di Paola Bongiorno.

