Palermo – C’è un legame profondo che unisce la Spagna a Palermo. Questo legame è stato il centro del dibattito multidisciplinare svoltosi presso la Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani alla Vucciria, evento che ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni per il ventennale dell’Instituto Cervantes nel cuore del capoluogo siciliano
Il seminario non è stato solo un momento celebrativo, ma un esempio concreto di ricerca scientifica applicata alla cultura e al territorio. Il Direttore dell’Istituto, Juan Carlos Reche Cala, ha espresso chiaramente la filosofia del progetto: “L’importanza di queste celebrazioni risiede nella collaborazione tra professionisti di ogni campo: storici e storici dell’arte, architetti, artisti e curatori. Il nostro obiettivo è cercare di capire molto meglio il nostro passato per poter costruire un presente e un futuro che siano costantemente in simbiosi tra le diverse culture, valorizzando lo storico interscambio tra la Spagna e la Sicilia”.

Proprio grazie a questo approccio multidisciplinare, è emersa una rilettura fondamentale della sede di via Argenteria alla Vucciria. Gli studi presentati da esperti come Marco Rosario Nobile hanno confermato che il celebre prospetto dell’edificio non nacque originariamente come facciata di una chiesa, ma come frammento di una grandiosa Loggia mercantile progettata intorno al 1537. Si tratta di un’architettura civile “all’antica”, nata per mostrare la magnificenza dei mercanti catalani dopo l’arrivo di Carlo V, e solo in seguito riadattata a scopi religiosi. Questa facciata rappresenta uno dei rari ed eccezionali esempi siciliani di stile plateresco. Per comprendere l’importanza di tale scoperta, basti pensare che il plateresco è uno stile architettonico fiorito in Spagna tra il XV e il XVI secolo, caratterizzato da una decorazione così minuziosa e densa da ricordare il lavoro degli argentieri (i plateros, da plata, argento). Questo stile fonde armoniosamente la struttura del tardo gotico, i raffinati motivi ornamentali dell’arte islamica (mudéjar) e gli elementi classici del Rinascimento italiano, come medaglioni, candelabre e figure scolpite che ornano i portali come se fossero gioielli. Sebbene i suoi esempi più celebri si trovino a Salamanca o Santiago de Compostela, la sua presenza a Palermo testimonia quanto la Sicilia fosse integrata nelle correnti artistiche più prestigiose dell’Impero spagnolo.
All’interno della struttura, il dialogo tra epoche continua: la sede ospita infatti capolavori contemporanei come il grande affresco Bibliothèque avec bougie di Miquel Barceló, realizzato appositamente per questo spazio nel 1998, e opere di artisti di rilievo internazionale come Juan Muñoz e Jaume Plensa.

Oltre alla ricca programmazione abituale — che prevede cicli di concerti commentati e gli incontri “Spagna-Sicilia” — il 2026 dell’Istituto sarà scandito da appuntamenti di rilievo internazionale, oltre a questo seminario di febbraio dedicato alla riscoperta storica e architettonica della sede, moderato da Emanuela Garofalo e Giulia Ingarao. Poi il prossimo 5 giugno – “Anniversario regale” – ricorrenza esatta dell’inaugurazione avvenuta nel 2006 alla presenza di Filippo VI e Letizia Ortiz allora Principi delle Asturie.
In questa occasione verrà presentato un volume celebrativo che ripercorrerà i vent’anni di attività, accompagnato da diverse attività culturali aperte alla città. A ottobre un convegno internazionale dal titolo “Segni dell’appartenenza”, un incontro durante il quale si analizzerà l’importanza dell’eredità aragonese, castigliana e catalana in Sicilia e come queste radici abbiano plasmato l’identità dell’isola.
Infine l’Instituto Cervantes consolida il suo ruolo di centro studi attraverso nuovi spazi adibiti alla lettura e alla consultazione di libri con la biblioteca “Salvo Pitruzzella”, intitolata nel 2021 all’architetto che curò il restauro della Chiesa. Tutto ciò renderà la sede di via Argenteria un punto di riferimento per la ricerca e la diffusione della cultura ispanica. L’Instituto Cervantes si conferma così non solo un centro di eccellenza linguistica, ma un motore di rigenerazione culturale capace di leggere il passato per incidere sul futuro di Palermo.
Info: Via Argenteria Nuova, 33/35 – Palermo cultpal@cervantes.es | 091 8889560palermo.cervantes.es
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