di Domenica Puleio
Le immagini che arrivano da via Chiaia in questa mattina di febbraio documentano una ferita profonda per il patrimonio culturale napoletano. Nella notte, il Teatro Sannazaro è stato colpito da un incendio che ne ha devastato la struttura interna. Il rogo, divampato intorno alle 6:30 del mattino probabilmente a causa di un guasto elettrico nei locali tecnici, si è propagato rapidamente coinvolgendo scenografie, arredi e l’orditura storica della sala.
L’aria nel quartiere è diventata in breve tempo irrespirabile a causa della densa colonna di fumo nero, costringendo all’evacuazione i residenti dello stabile che sovrasta il teatro. Il bilancio sanitario conferma quattro persone intossicate dai fumi, attualmente sotto osservazione in ospedale, mentre le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lavorato ore per circoscrivere le fiamme. Il danno architettonico più critico riguarda la cupola ottocentesca: la struttura è crollata sulla platea, trascinando con sé le decorazioni e gli affreschi che ne ornavano la volta.
Il Sannazaro, inaugurato nel 1841 su progetto dell’architetto Fausto Niccolini, rappresenta un tassello fondamentale della storia teatrale europea. Su questo palco, negli anni Ottanta dell’Ottocento, Eleonora Duse consolidò la sua fama internazionale con interpretazioni che segnarono il passaggio al teatro moderno. La sala ha ospitato le opere di Salvatore Di Giacomo e le esibizioni dei fratelli De Filippo, prima di essere recuperata negli anni Settanta da Luisa Conte, che ne fece il centro della tradizione teatrale napoletana e del Café-chantant, gestione oggi portata avanti da Lara Sansone.
Al momento, l’area rimane sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici necessari a stabilire con esattezza le cause dell’innesco e verificare la stabilità statica delle pareti superstiti. Non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali circa l’entità totale dei danni economici o i tempi necessari per un eventuale ripristino della struttura. Si attende il completamento delle perizie da parte delle autorità competenti e della Soprintendenza per comprendere quali saranno i prossimi passaggi necessari per la messa in sicurezza del sito. Nonostante lo shock per la città, l’attenzione resta concentrata sulla valutazione tecnica di ciò che è rimasto, in attesa di comunicazioni certe sul futuro del teatro.

