Le scriventi Rappresentanze Sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori delle sedi italiane di Syneos Health, Parexel, PPD-Thermo Fisher Scientific, ICON ed IQVIA intendono sottoporre all’attenzione dell’AIFA una situazione di crescente e concreta criticità che sta interessando la ricerca clinica italiana ed europea.
Negli ultimi anni si è consolidata, in tutte le aziende sopra menzionate, tra le principali CRO a livello globale, una tendenza strutturale alla delocalizzazione di ruoli professionali essenziali per l’avvio e la conduzione degli studi clinici, dall’Italia e da altri paesi dell’Unione Europea verso hub localizzati al di fuori dell’Unione Europea, in Paesi caratterizzati da minori costi e da livelli inferiori di tutela del lavoro.
Tale strategia ha causato l’apertura di procedure di licenziamento in Italia che hanno coinvolto decine di lavoratrici e lavoratori. Sebbene in alcuni casi si sia riusciti a ricollocare parte del personale all’interno delle stesse CRO, permane una criticità di fondo: la maggior parte delle nuove assunzioni viene effettuata presso gli hub extra-UE. Ne consegue che lo sviluppo, il mantenimento e il ricambio delle competenze specialistiche nel settore della ricerca clinica in Italia e in Europa risultano seriamente compromessi e destinati, in assenza di interventi correttivi, ad un progressivo depauperamento.
Il rischio appare ancor più rilevante se contestualizzato nell’attuale fase storica, in cui la Commissione Europea e la rete dei Capi delle Agenzie dei Medicinali (HMA) stanno promuovendo un rilancio della competitività europea in ambito biotecnologico e della ricerca clinica, anche attraverso iniziative quali il Biotech Act e il programma Fast-EU.

Risulta difficilmente sostenibile perseguire un rafforzamento degli studi clinici in Europa in assenza delle professionalità che, storicamente, hanno garantito la gestione operativa, regolatoria e scientifica degli studi stessi in ogni Paese europeo. Alla luce di quanto esposto, le scriventi chiedono che AIFA prenda formalmente atto della situazione descritta, valutando possibili soluzioni a livello nazionale, anche nell’attuale fase di revisione del Decreto Ministeriale sulle CRO, e si faccia altresì portavoce delle istanze rappresentate presso le competenti sedi europee.
Fonte: AgenPress

