Roma, 09 apr. (Adnkronos Salute) – L’accesso ai farmaci innovativi in Italia “ha tempi di maturazione molto lunghi, soprattutto per terapie geniche, innovative, per malattie rare, dove non c’è un termine di comparazione con altro e arrivano quindi senza studi di comparazione. Se il sistema ha uno schema di accesso precoce, i pazienti possono accedere a terapie che non sono ancora completamente mature, ma altamente promettenti e comunque sicure. Il Paese europeo che ha fatto il migliore passo in questa direzione, lo vediamo dai numeri, è la Francia: con il programma di accesso precoce, in massimo 80 giorni risponde a una domanda di introduzione di un prodotto che ancora non ha ricevuto l’ok dall’Ema. Questo vuol dire risparmiare più di 400 giorni”. Così all’Adnkronos Salute Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Universita Cattolica sede di Roma, tra i relatori dell’incontro ‘Innovaction – Dialoghi sull’innovazione accessibile’, promosso da Gsk e Adnkronos a Roma. (Segue)

