Home In Evidenza Magia e Storia: la “notte” di “Tyndaris Augustea”

Magia e Storia: la “notte” di “Tyndaris Augustea”

Roberto Sciarrone

Tra Mito e Solennità, si è chiusa a Tindari il 19 agosto la IX edizione diretta da Anna Ricciardi

Mercoledì 19 agosto l’area archeologica di Tindari ha accolto la IX edizione del suggestivo spettacolo itinerante. Tra interpretazioni magistrali, evocazioni millenarie e la grande affluenza record che, nella prima parte, ha riempito completamente l’Agorà e non ha garantito (questo bisogna dirlo) a tutti gli spettatori una buona visibilità dello spettacolo.

“Tyndaris Augustea – Imperatores Mundi. Potere e Destino”, la rassegna ideata da Anna Ricciardi inserita nella cornice de “Il Sorriso degli Dei” non è stato solo teatro, ma un viaggio immersivo e totale nella memoria millenaria di Tindari. Resta nell’aria l’eco di una serata di altissimo profilo artistico, segnata dalla straordinaria risposta del pubblico ma anche da una lezione logistica di cui fare tesoro.

Passeggiare tra le pietre dorate di Tindari mentre il sole tramonta sul Tirreno è un’esperienza che trascende lo spettacolo stesso. La storia si fonde con la natura: il canto delle cicale lascia gradualmente il posto alla brezza marina e a una cupola di stelle che sembra quasi una scenografia dipinta. La visione “site-specific” dell’evento ha permesso al pubblico di riscoprire angoli e scorci inediti del parco, valorizzati dal light design suggestivo curato da Antonio Barone e dalle note evocative dei flauti di Antonio Putzu.

Un valore aggiunto di grande prestigio scientifico è stato rappresentato dalle proiezioni in 3D delle sculture del ciclo imperiale della “Basilica” della Colonia Augusta Tyndaritanorum”, frutto della partnership con il Museo Salinas e dell’attento studio della prof.ssa Elisa Chiara Portale. Un vero e proprio ponte visivo che ha restituito la voce e il volto del potere a questo luogo unico.

L’evento, come scrivevamo, si è aperto nell’Agorà con L’ultima notte di Federico II in Sicilia”. Alla direzione Elio Crifò, che interpreta Federico II. La drammaturgia, ricca di pathos, ha messo in scena un forzato approdo dello Stupor Mundi a Tindari a causa di una tempesta improvvisa, spingendolo al confronto spirituale con il suo modello, Ottaviano Augusto. Nonostante l’eccezionale fascino del quadro teatrale e l’intensa prova d’attore di Crifò, questa prima parte ha risentito di una logistica impervia per gran parte degli spettatori. Conseguenza questa del grande successo di affluenza che richiederà, per le prossime edizioni, un differente ripensamento degli spaces e degli accessi.

Il momento del trionfo assoluto è arrivato con la seconda parte: “L’Orestea” da Eschilo, per la regia onirica e profonda di Carlo Emilio Lerici, nella splendida cornice del Teatro Greco. Questa sì adeguata a un pubblico attento e affamato di bellezza, come quello accorso a Tindari da tutta la provincia. La tragedia del sangue, della giustizia e della catarsi ha trovato interpreti di caratura eccezionale. Dominatore della scena si è confermato un immenso Edoardo Siravo. Il direttore artistico del Plautus Festival, forte di una regalità teatrale ormai simbiotica con il teatro greco di Tindari, ha vestito il doppio ruolo di Pier delle Vigne e di Agamennone/Apollo con una forza espressiva, un controllo vocale e una presenza carismatica che hanno conquistato ogni singolo spettatore. La qualità dell’intero cast è apparsa eccelsa: Francesca Bianco, una Clitennestra d’antologia, intrisa di maestria e fuoco passionale; Gabriella Casali, una presenza di rara eleganza, perfettamente bilanciata nel doppio registro di Costanza e della dea Atena; Alessandro Romano, incisivo e solenne nel conferire solida autorevolezza sia a Ottaviano sia a Oreste; Luna Marongiu, quasi magica e soprannaturale nel prestare corpo e movimento alla Sorte e alle Eumenidi; Cinzia Maccagnano, superba nel tratteggiare la figura di Adelasia ed Elio Crifò, autorevole e magnetico nell’incarnare lo Stupor Mundi Federico II. A completare un ensemble affiatato e impeccabile, le misurate e preziose interpretazioni di Giorgia Aragona, Elena Salmeri e Laura Spicuzza, valorizzate dai raffinati costumi firmati da Francesca Pipi con la collaborazione di Carmen Lo Presti.

Al netto dei fisiologici affanni di un format itinerante baciato da un pubblico davvero travolgente, Tyndaris Augustea lascia il segno. Resta il ricordo di un grande teatro che sa dialogare con l’archeologia e con il mito, regalando agli spettatori il brivido unico dell’eternità.

Direzione produttiva evento: Nino Milone (Pro Loco di Patti). Direzione artistica rassegna: Anna Ricciardi.

 

photocover di Roberto Sciarrone

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