Home Redazione Società italiana di chimica, al congresso Analitica 2026 anche il caso Sinner A Venezia dal 6 al 10 settembre 400 esperti a confronto sulle più sofisticate e innovative tecniche di laboratorio e dispositivi miniaturizzati

Società italiana di chimica, al congresso Analitica 2026 anche il caso Sinner A Venezia dal 6 al 10 settembre 400 esperti a confronto sulle più sofisticate e innovative tecniche di laboratorio e dispositivi miniaturizzati

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Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) – Favorire lo scambio di idee, la nascita di collaborazioni e la valorizzazione dei giovani talenti è l’obiettivo del XXXII Congresso nazionale della Divisione di Chimica analitica della Società chimica italiana, il principale appuntamento scientifico nazionale del settore che, dal 6 al 10 settembre, riunirà circa 400 studiose e studiosi da università e centri di ricerca italiani al Campus Scientifico di Ca’ Foscari a Mestre il. L’organizzazione locale è coordinata dai 2 dipartimenti cafoscarini che hanno sede al Campus Scientifico: dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica e dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi. Il programma – informa una nota – comprenderà conferenze plenarie tenute da ricercatrici e ricercatori di respiro internazionale, come Susana Campuzano Ruiz dell’università Complutense di Madrid, Ralf Ebinghaus dell’Istituto di Chimica ambientale costiera, Helmholtz-Zentrum Geesthacht ed Elia Psillakis dell’università Tecnica di Creta.Attualmente, la ricerca punta allo sviluppo di tecniche di laboratorio e strumentazioni sempre più avanzate, capaci di identificare e quantificare sostanze presenti in concentrazioni estremamente basse, anche all’interno di campioni molto complessi. “Un esempio significativo è il recente ‘caso Sinner’ – illustra la nota – Grazie all’elevata sensibilità delle tecniche analitiche impiegate nei controlli antidoping, è stato possibile rilevare tracce infinitesimali di clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico derivato dal testosterone. Nei campioni analizzati è stata rilevata una concentrazione di clostebol pari a 86 picogrammi per millilitro, corrispondente a una quantità inferiore a un miliardesimo di grammo per millilitro. Si tratta, dunque, di una concentrazione estremamente ridotta, individuabile soltanto grazie a strumenti di altissima sensibilità. Le stesse tecnologie trovano ampia applicazione anche nei controlli ambientali, consentendo di individuare contaminanti organici e inorganici presenti nell’acqua, nell’aria, nel suolo e persino del ghiaccio, consentendo di ricostruire i meccanismi di deposizione di numerose specie chimiche in aree remote”.Un’altra delle sfide più innovative della chimica analitica riguarda lo sviluppo di dispositivi portatili, miniaturizzati e semplici da utilizzare, in grado di eseguire analisi direttamente sul luogo di interesse e, in alcuni casi, in tempo reale. “Ne sono un esempio i dispositivi per il controllo della glicemia nei pazienti diabetici – continua la nota – come i tradizionali glucometri o i piccoli sensori applicati al braccio, che permettono il monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue. In modo analogo, la ricerca nel campo dei sensori e dei biosensori è orientata alla realizzazione di sistemi capaci di monitorare continuamente numerosi biomarcatori clinici, nonché parametri legati alla qualità dell’acqua e dell’aria”. Questi dispositivi, riferiscono gli esperti – potrebbero rendere le analisi più rapide, accessibili e frequenti, favorendo interventi tempestivi sia in ambito sanitario sia nella tutela dell’ambiente.

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