Al cinema Adriano di Roma, il docufilm “Cercando Itaca” propone il mito di Ulisse attraverso un racconto delicato sospeso tra sogno e realtà, ripercorrendo gli affascinanti luoghi narrati da Omero. Una Magna Grecia contemporanea in cui ancora oggi si parla il greco antico e si respira bellezza, storia e cultura: la Calabria.
Promuovere un territorio, il suo patrimonio naturalistico, storico e artistico-culturale attraverso la finzione cinematografica e il rigore documentaristico. Una scommessa vinta a piene mani, quella su cui hanno puntato la Pega Production e il regista Sergio Basso attraverso la realizzazione del docufilm “Cercando Itaca” che, andando ben oltre le aspettative, si è guadagnato il riconoscimento ufficiale del MiC-Ministero della Cultura come Film d’essai, attribuito a film di alta qualità con particolari requisiti culturali e artistici.
La pellicola, in programma il 23, 24 e 25 marzo al Cinema Adriano di Roma, è nata da un’idea di Giuseppe Gambacorta e propone un’originale chiave di volta narrativa per raccontare la Calabria attraverso la ripresa del mito di Ulisse e immaginando che l’eroe omerico naufraghi sulle odierne coste calabresi, una Magna Grecia contemporanea in cui si parla ancora il greco antico.
Nel cast, nomi di rilievo tra cui Eugenio Mastrandrea, Giulia Petrungaro, Giorgio Colangeli, Daphne Scoccia, Francesca Della Ragione, Lena Sebasti, Margherita Coldesina Pola, Silvana Luppino, Anna Maria De Luca, Francesca Tiziana Russo. Sceneggiatura di Filippo Ascione e Sergio Basso, fotografia di Maura Morales Bergmann, scenografia di Marco Martucci, costumi di Giuseppe Ricciardi, musiche di Valerio Faggioni e Filippo Beniamino De Laura, casting di Ornella Morsilli.

“La Calabria è regione dalle bellezze stupefacenti e nascoste, ma soprattutto da un passato di una profondità straordinaria – spiega il regista Sergio Basso – Tutti i naviganti del Mediterraneo, sin dai tempi più remoti, sono passati di qui: lo Stretto è come un ‘omphalos’, l’ombelico del Mediterraneo, quello che i Romani chiamavano a buon diritto Mare Nostrum, e che oggi è un territorio comune, che accomuna tutti i popoli che si affacciano sul suo bacino. Partendo dall’idea che i primi dodici libri dell’Odissea sono ambientati nell’Italia meridionale e che vari filologi ‘sospettano’ che Omero fosse in realtà calabrese, ovvero Teagene da Reggio, abbiamo allora immaginato l’avventura di una giovane calabrese, Arianna, che, come tanti suoi coetanei, è fuggita in Germania, lontano dalla sua terra. Ma proprio nella terra della fuga, le viene concesso un sogno profetico, che la riporta in Calabria, in una sorta di viaggio iniziatico in cui incontrerà la figura mitica di Ulisse, naufragato sulle coste calabresi e alla ricerca del suo Autore. Ulisse, in fondo, non è che un archetipo: il suo tentativo di tornare a casa, alla sua Itaca, è una splendida metafora per il viaggio di ogni essere umano, e soprattutto di ogni profugo del tempo presente, il che lo rende di una contemporaneità feroce ed urgente. Il viaggio diventa così l’occasione di tornare a conoscere, con sguardo rinnovato, le ricchezze che la Calabria ha da offrire, soprattutto alle nuove generazioni”.
“L’Odissea – continua Basso – è l’opera che più ha influito sul pensiero e sulla letteratura europea. Senza il racconto omerico Cervantes, Defoe, Stevenson, Kafka, Joyce non avrebbero scritto i loro capolavori. È il poema epico al quale l’Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, della lucidità, dell’ironia, della maschera, dell’infinita capacità di metamorfosi: esso riveste una posizione preminente e un’importanza senza eguali nella formazione dell’identità occidentale”.

E in Cercando Itaca il concetto di viaggio è al centro. “Un viaggio sicuramente metaforico ma scandito da tappe concrete e reali che – aggiunge il produttore Giuseppe Gambacorta – fanno sì da scenario, ma diventano al contempo esse stesse narrazione: da Pentidattilo a Riace, il borgo dei Bronzi, dal Teatro nel Parco di Scolacium nel catanzarese a Capo Vaticano, dalla spiaggia abissale di Punta Pezzo e Cannitello a Scilla e Cariddi, dall’Aspromonte a Crotone, presso il tempio di Hera Lacinia a Capo Colonna in provincia di Crotone, per arrivare infine a Reggio, con la sua arte e i suoi agrumeti di bergamotto, per l’unicità dei quali la città è stata definita Città del Bergamotto in ambito UNESCO”.
A impreziosire la pellicola è infine la parte documentaristica affidata ad esperti di rilevanza internazionale: Silvia Ronchey (docente di Letteratura Bizantina all’Università Roma Tre), Davide Liccione (docente di Psicologia all’Università di Pavia), Nuccio Schepis (restauratore), Alfredo Ascioti (biologo marino, Università Mediterranea della Calabria), Daniele Castrizio (docente di Numismatica all’Università di Messina), Filippo Sestito (sociologo), Rosario Previtera (agronomo), Pietro Li Causi (docente Lingua e letteratura latina all’Università La Sapienza di Roma), Marco Carbone (Storia Dei Media, Università degli Studi di Cagliari), Gaetano Bevacqua (imprenditore).
Il docufilm Cercando Itaca ha ricevuto il contributo della Fondazione Calabria Film Commission, del MIC-Ministero della Cultura e, per il suo valore educativo, viene proposto in giro nelle scuole italiane, riscuotendo largo consenso presso il personale docente e gli studenti.
INFO:
Cercando Itaca – il 23, 24 e 25 marzo ore 20.30 al Cinema Teatro Adriano – Piazza Cavour 22, Roma. Biglietti: Cinema Adriano

