Home Redazione Pnrr, Cni: un presidio tecnico per gestire la digitalizzazione della Pa Servono le competenze degli ingegneri per far sì che le opere e i progetti realizzati vengano governati, rendendo produttivo l’investimento fatto

Pnrr, Cni: un presidio tecnico per gestire la digitalizzazione della Pa Servono le competenze degli ingegneri per far sì che le opere e i progetti realizzati vengano governati, rendendo produttivo l’investimento fatto

Gestione

Roma, 23 apr. (Adnkronos/Labitalia) – La Missione 1 Componente 1 del Pnrr, dedicata alla digitalizzazione, all’innovazione e alla sicurezza nella Pubblica Amministrazione, ha mobilitato risorse per circa 6,14 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori 600 milioni di euro del Fondo Complementare al Pnrr. Lo scorso 31 marzo è scaduto il termine per il completamento dei progetti. Ultimato questo enorme lavoro, ora è necessario gestire quanto è stato realizzato, facendo in modo che l’investimento risulti alla fine produttivo. E’ stato questo il tema al centro del convegno ‘La digitalizzazione della Pa dopo il Pnrr’ organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, tenutosi ieri pomeriggio a Roma.Nel corso dell’intervento che ha dato il via ai lavori, Carla Cappiello, vicepresidente vicario del Cni e promotrice dell’iniziativa, ha citato alcuni dati significativi. Per quanto riguarda infrastrutture e sicurezza, il 90% dei Comuni ha aderito agli avvisi Pnrr per la migrazione al cloud; il 70% ha avviato la dismissione dei server fisici, ma solo il 23% l’ha completata; il 68% ha completato la migrazione al cloud; il 50% dispone di un sistema di disaster recovery e un ulteriore 18% lo sta sviluppando; l’82% effettua backup in cloud o in modalità mista; l’80% dichiara di non aver subito attacchi informatici dal 2023. Sul fronte della digitalizzazione amministrativa, il 75% dei Comuni ha informatizzato delibere e determinazioni; il 91% scambia documenti tramite Pec o protocollo informatico, ma solo il 29% ha abbandonato completamente il cartaceo; la consultazione condivisa del fascicolo digitale riguarda appena il 9,9% degli enti. Sul fronte dei servizi al cittadino, il 70% dei Comuni eroga in modalità digitale i servizi demografici, edilizi, scolastici e tributari; il 90% ha aderito alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati, ma il suo potenziale è ancora largamente inespresso sul lato della fruizione; il 67% ha attivato la riconciliazione automatica dei pagamenti pagoPA per i tributi, ma solo il 28% per i servizi sociali. Infine, per quanto riguarda la governance, il dato più significativo è che il 75% dei Comuni affida la gestione Ict a fornitori esterni; nei piccoli enti, la figura del Responsabile della Transizione Digitale ha un profilo amministrativo nel 66% dei casi.“La digitalizzazione è stata una grande impresa – ha affermato Cappiello – ma ora va gestita la fase successiva. I dati indicano che esiste una distanza tra chi è partito e chi è arrivato: molti sono partiti, non tutti sono arrivati. Ma anche per chi è arrivato il traguardo non è la fine della corsa: è la linea di partenza della fase più impegnativa, quella della gestione, della manutenzione e dell’evoluzione nel tempo di quanto è stato realizzato. Passato il Pnrr, dunque, il lavoro continua ed è necessario un presidio tecnico. Molti comuni, ad esempio, affidano i servizi Ict a fornitori esterni. Una scelta legittima, senza dimenticare però il tema della qualità della fornitura la cui valutazione dipende dalle reali competenze presenti all’interno della PA, sia essa in capo a un dipendente o a un ingegnere libero professionista. In questo senso, gli ingegneri si propongono come veri e propri alleati della Pubblica Amministrazione, per far sì che l’intero processo si concluda con un successo”.Nell’ambito dei saluti istituzionali è intervenuto Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, che si è espresso così: “I numeri relativi alla digitalizzazione raccontano di una stagione straordinaria – ha detto – ma ora arriva il lavoro vero: la gestione nel tempo delle opere realizzate. Ricordiamo che i fondi del Pnrr utilizzati sono un debito che andrà restituito, il che ci obbliga a far sì che l’investimento risulti produttivo”. Nel suo messaggio di saluto Gaetano Manfredi (presidente Anci) ha detto: “Il Pnrr è stata un’opportunità eccezionale e i comuni hanno operato affinché gli obiettivi fossero raggiunti. Un comune più digitale è un comune più accessibile e capace di erogare servizi efficienti”. Gennaro Annunziata (coordinatore del Comitato C3I del Cni) ha tracciato la rotta della fase che si apre ora: “Dobbiamo raccontare cosa è stato fatto ma soprattutto capire come affrontare questa nuova sfida. A mio avviso, tre sono le parole chiave. Sostenibilità di quanto è stato realizzato. Competenza per conservare tutto quanto è stato costruito: mi riferisco soprattutto al ruolo del Responsabile per la Transizione Digitale, nell’ambito del quale occorre valorizzare l’ingegnere dell’informazione. Infine, c’è la governance. Servono criteri di progettazione delle infrastrutture digitali proprie delle opere complesse. La progettazione deve essere fatta da ingegneri dell’informazione competenti e iscritti all’Albo”.I lavori, coordinati da Salvatore Pompa, si sono sviluppati attraverso una serie di relazioni e interventi. Massimo Staniscia (componente del Comitato C3I del Cni) ha illustrato i dettagli dello stato di attuazione della digitalizzazione della Pa in un’ottica di sostenibilità futura. Mario Nobile (direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale) ha sottolineato, tra le altre cose, la necessità di colmare il gap di competenze attraverso il meccanismo dell’aggregazione. Paolo Vicchiarello (capo Dipartimento della Funzione Pubblica) ha affermato che il Pnrr ha consentito lo sviluppo delle competenze digitali all’interno della Pa. “Serve una politica di sviluppo progressivo delle competenze – ha detto – per cercare di stare al passo. Si stanno studiando percorsi all’interno della PA per far sì che risulti più attrattiva nei confronti dei tecnici e degli ingegneri”. Antonella Galdi (Area Innovazione e Transizione Digitale Anci) ha proposto una fotografia dello stato della digitalizzazione dei comuni italiani, confermando che il tema è come conservare quanto realizzato, sia in termini economici che di competenze. Armando Goglia (amministratore delegato Advanced Systems) ha offerto il punto di vista dei fornitori esterni, sottolineando che la digitalizzazione migliora il rapporto e la sinergia con la Pa. Cinzia Gatto (responsabile S.O. BIM Life Cycle Process FSEngineering), infine, ha fatto notare come il processo in atto sia una grande occasione di confronto tra Pa e i professionisti del settore e che l’ingegneria è portatrice di un grande valore aggiunto.Le conclusioni della giornata sono state affidate al Vicepresidente del Cni, Elio Masciovecchio, che si è espresso così: “Tutti gli interventi di oggi hanno un elemento comune: il ruolo e la presenza degli ingegneri che sono al centro di questi processi, sono il primo fattore che porta all’innovazione. Ma dobbiamo fare un passo in avanti: l’innovazione deve essere anche etica. Qui interviene il ruolo degli Ordini. Tutti i processi descritti devono avvenire all’interno dell’alveo istituzionale degli Ordini, che garantiscono competenze, etica e deontologia. E’ tempo di allargare le competenze del terzo settore e portarle all’interno del nostro Albo professionale”.

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