Home Redazione Sla, neurologa Conte: “Con Ovunque vicini lo specialista raggiunge il paziente a casa” ‘Televisite e follow up per una cura equa e accessibile’

Sla, neurologa Conte: “Con Ovunque vicini lo specialista raggiunge il paziente a casa” ‘Televisite e follow up per una cura equa e accessibile’

Redazione

Roma, 19 mag. (Adnkronos Salute) – “Il progetto ‘Ovunque vicini’ parte dall’idea innovativa di raggiungere le persone con sclerosi laterale amiotrofica nei territori più difficili, portando l’expertise specialistica direttamente a domicilio di chi vive lontano dai centri di cura specializzati”. Così Amelia Conte, direttore clinico di ‘Ovunque vicini’ e neurologa al Centro clinico Nemo (Fondazione Serena Ets) della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, descrive lo scopo del progetto presentato oggi a Milano.Cuore dell’iniziativa – lanciata da Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e Nemo – è l’App Isa. “Registrandosi, oltre ad accedere a diversi contenuti, il paziente può caricare i propri dati anagrafici e clinici e richiedere una televisita – illustra l’esperta – Il servizio copre quattro aree cliniche: neurologica, pneumologica, psicologica o relativa ad aspetti infermieristici e dietetici. Una volta inoltrata la richiesta tramite la piattaforma, una centrale operativa attiva 365 giorni all’anno, 12 ore al giorno, contatta il paziente entro 4 ore per fissare l’appuntamento. Successivamente l’incontro viene comunicato al professionista che, sempre tramite la piattaforma, effettua il consulto con la persona con Sla e il suo caregiver. Il medico risponde ai bisogni del paziente e redige un referto che viene caricato sulla piattaforma digitale, rimanendo a disposizione sia dell’interessato sia degli altri professionisti. Si crea così una circolarità di azioni intorno alla persona con Sla, che resta al centro della cura direttamente a casa sua”.Il progetto non si limita però al singolo incontro o alla singola visita, “ma prevede la possibilità di effettuare un follow-up con lo stesso specialista o con medici diversi – sottolinea la neurologa – Inoltre, dal confronto tra lo specialista e la persona con Sla possono scaturire altre azioni che non riguardano solo la clinica specialistica, ma che investono l’ambito socio-sanitario. La televisita, infatti, si inserisce nel contesto di vita del paziente con l’obiettivo di potenziare le risorse sanitarie del territorio, affinché la cura sia equa e accessibile in tutti i distretti, indipendentemente da dove la persona viva”.

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