Home Attualità Ballottaggio Chieti, Carbone rompe il silenzio: «Ho detto no alle poltrone di Legnini per difendere la città. Fango e fake news su di me “

Ballottaggio Chieti, Carbone rompe il silenzio: «Ho detto no alle poltrone di Legnini per difendere la città. Fango e fake news su di me “

Redazione

Nessun confronto sui programmi, solo una campagna d’odio orchestrata da leoni da tastiera che si nascondono dietro profili falsi, nel tentativo disperato di colpire me e le centinaia di persone libere che hanno creduto in un progetto civico autentico”.

*CHIETI* – Un attacco frontale, politico e personale, che ha superato i confini del confronto democratico per sfociare nell’insinuazione e nel fango. Alessandro Carbone, noto professionista teatino in ambito *corporate finance* e assicurativo, nonché leader della coalizione civica che ha conquistato il 5% al primo turno (composta da *Chieti sceglie Carbone*, *Chieti Scalo con Noi*, *Chieti al Centro* e *Liberali per Chieti*), rompe il silenzio e replica con durezza ai veleni di questi giorni di ballottaggio.
«Ho assistito alla forma più amara, becera e ingiusta della politica – esordisce Carbone –. Nessun confronto sui programmi, solo una campagna d’odio orchestrata da leoni da tastiera che si nascondono dietro profili falsi, nel tentativo disperato di colpire me e le centinaia di persone libere che hanno creduto in un progetto civico autentico».

Il retroscena: «Legnini mi ha offerto un assessorato, ma io non sono in vendita»

Carbone decide di fare totale chiarezza sui retroscena dei giorni scorsi, svelando le manovre del centrosinistra: «È giusto che i cittadini sappiano la verità. Dopo il primo turno sono stato contattato direttamente da Giovanni Legnini, da Luciano D’Alfonso e da altre autorevoli personalità del centrosinistra. Mi è stata prospettata una posizione importante di governo, un posto da assessore in caso di loro vittoria. Ma c’era un dettaglio: l’offerta era valida *solo ed esclusivamente per me*, lasciando fuori le nostre quattro liste».
Una proposta rispedita fermamente al mittente dal professionista teatino: «Che uomo sarei stato se avessi accettato una poltrona per me stesso, escludendo le liste senza alcuna consultazione o consenso democratico con chi ci ha messo la faccia? Io sono le mie quattro liste, fatte di gente che ci ha messo il cuore. Ho detto un “No” categorico perché ho scelto il futuro sano di Chieti rispetto alle poltrone. Mi dispiace per Legnini e D’Alfonso, ma non tutti siamo in svendita e le mie scelte non si comprano».

La macchina del fango e la scelta di Sicari.

Secondo Carbone, il rifiuto avrebbe scatenato una reazione scomposta da parte del centrosinistra, volta a far apparire la coalizione civica in frantumi. «Legnini e la sua squadra, forse terrorizzati dall’idea di perdere per via del nostro prezioso 5%, stanno cercando ad ogni costo di far credere che io stia “perdendo pezzi”. Hanno contattato i candidati uno ad uno, cercando di metterli gli uni contro gli altri. Due persone sono cadute nella rete: sono state lasciate libere di seguire i propri ideali, ci sta, ma pensare che due singoli individui possano spostare o rappresentare quattro liste intere è una mistificazione della realtà».
Il leader civico risponde anche alle accuse di un accordo di convenienza con il candidato del centrodestra Cristiano Sicari: «Dire che ho scelto Sicari per un mero apparentamento o per poltrone è un’ipocrisia inaccettabile. Da un uomo con il curriculum istituzionale di Legnini non mi sarei mai aspettato tanto livore. La decisione di sostenere Cristiano Sicari è stata presa democraticamente, discussa e votata in assemblea da tutte e quattro le liste. La mia storia parla chiaro: la mia famiglia ha radici culturali nel centrodestra e io stesso sono stato consigliere del PdL. Ma soprattutto, Sicari è un civico, un uomo di spessore e un signore d’altri tempi. A differenza della sinistra, Sicari non ha mai sbandierato quanti esponenti del centrosinistra stiano convergendo su di noi in queste ore; li tiene coperti per non fare un dispetto a nessuno e per pura signorilità. Una dote che non si studia, ma si ha nel cuore».

L’appello al voto: «Difendiamo l’ospedale e l’identità teatina»

In chiusura, Carbone lancia un appello vibrante alla città in vista del voto decisivo, invitando i teatini a non cedere alle minacce e ai giochi di potere politici.
«Potrei denunciare centinaia di persone per le diffamazioni subite, ma non lo farò perché i teatini mi conoscono e sanno chi sono. Ora però serve un ultimo sforzo. Andiamo a votare. Non regaliamo Chieti alla “Grande Pescara” e non permettiamo che la nostra città venga marginalizzata o trasformata in una periferia senza voce. Dobbiamo difendere il nostro ospedale, la nostra territorialità e la nostra storia. Se consegniamo Chieti agli stessi personaggi degli ultimi 5 anni, rischiamo di perderla per sempre. Io e i miei candidati ci abbiamo messo la faccia, adesso tocca a Chieti far sentire la sua voce: Chieti non si consegna, Chieti si difende”.

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