Ricerca, Montemezzi (Sirm): “In Italia meno di 1 donna su 5 in Steam” ‘Ia riflette chi la progetta, è sbilanciata senza voce femminile’

Roma, 11 feb. (Adnkronos Salute) – “La presenza femminile nelle Steam è ancora molto bassa: in Italia meno di 1 donna su 5 possiede una laurea in queste discipline. Questo si riversa anche nella ricerca: da un report dell’Unesco emerge che a livello mondiale circa il 28% delle donne si dedica a scienza e ricerca. Questo è un grosso problema”. Così Stefania Montemezzi, coordinatrice della Commissione Dei (Diversità, equità e inclusione) della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), in occasione del convegno promosso oggi dalla società scientifica al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Una giornata “istituita dall’Organizzazione delle nazioni unite nel 2015 per promuovere l’approccio delle donne alle discipline scientifiche e tecnologiche e combattere gli stereotipi” di genere che portano le donne a “non sentirsi preparate a partecipare alle Steam, cioè scienza, tecnologia, ingegneria, matematica e arte”, sottolinea Montemezzi.Il convegno organizzato dal Sirm, su proposta della Commissione Dei, si intitola ‘Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità, partecipazione’. “Lo scopo della giornata di oggi è far conoscere a tutti i radiologi le basi fondamentali – spiega Montemezzi – Per questo abbiamo coinvolto le figure professionali che sull’Ia ne sanno molto più di noi radiologi. Sono state discusse tematiche importanti: la generativa Ia, l’explainable Ia, cioè la modalità che ha l’intelligenza artificiale di spiegare all’uomo perché ha preso una decisione”.Ma soprattutto, Montemezzi evidenzia come “l’Ia riflette tutte le prospettive e i valori di chi la progetta. Per questo motivo è molto importante che in queste prospettive vengano ascoltate più voci, più esperienze. Che vi sia la partecipazione delle donne perché altrimenti andiamo a creare dei modelli molto potenti ed efficienti, ma incompleti o non equi”. Poi conclude con un incoraggiamento alle donne di domani: “Sprono i giovani, ma soprattutto le ragazze, a dire la loro, a farsi strada, affinché il mondo ascolti anche la voce femminile quando si tratta di intelligenza artificiale”.

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