USPI informa: News, tecnologia e progresso: OTT responsabili di editoria

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Di Tania Sabbatini 

A 40 anni di distanza dal primo collegamento a Internet, a Pisa si raccolgono esperti e cariche politiche per celebrare un passaggio storico e fare il punto della situazione di oggi.

L’incontro non solo ha celebrato l’evoluzione di Internet, ma anche un’analisi delle sue origini e i possibili futuri sviluppi a cui andiamo incontro. Tematiche sollevate a riguardo comprendono infatti l’Intelligenza Artificiale (IA), le tecnologie quantistiche, i nuovi modelli di query e l’impatto che tutto questo ha avuto e avrà nel campo editoriale.

Intervenuto in questo contesto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini. Pisa, afferma il sottosegretario, è stato un luogo storico per l’avvento del web. Dagli impieghi  per risolvere problematiche lavorative all’utilità nella vita quotidiana, Internet è sempre più parte integrante delle vite dei cittadini.

Tuttavia, con il tempo ci si è resi conto che, è vero, “Internet ha cambiato la vita di tutti, ma è controllata da troppo pochi”.

Nuovo giro di boa

Per l’informazione Internet ha segnato una rivoluzione non solo nella produzione, ma anche e soprattutto nella ricerca di notizie e nella loro distribuzione. Il web ha cambiato il gioco di potere tra audience e editori e ha dato forma a nuovi modelli di giornalismo.

Nuovi modelli di giornalismo che si sono formati soprattutto in un contesto in cui gli OTT tengono le redini dei contenuti online. Cambia così il rapporto tra informazioni, contenuti e OTT, che diventa sempre meno collaborativo e trasparente.

“Dobbiamo aiutare i cittadini a comprendere la differenza tra un’informazione prodotta dalle persone con costi e fatica, alla ricerca delle fonti accreditate, e la distribuzione delle pillole di informazione”.

Le cosiddette “pillole di informazione” sono per esempio gli snippet forniti dai motori di ricerca, dai riassunti prodotti dalle IA, dalle piattaforme social “che spesso utilizzano la stessa fonte che è stata trovata dai giornalisti, lavorata dai giornalisti, e che poi però viene distribuita in maniera gratuita”.

Con una catena di montaggio delle news online che sfrutta senza alcun pagamento l’industria delle notizie, come può l’editoria continuare a svolgere il suo lavoro di baluardo della democrazia, di fact-checking, di informare i cittadini?

Soluzione di compartecipazione

“Sicuramente bisogna difendere il diritto d’autore e chi produce informazione, che è un bene costoso e raro, molto più di quanto si pensi, affinché i grandi Over-The-Top di Internet si rendano responsabili del futuro dell’editoria”.

Per quanto le sanzioni fioccano in ogni Paese europeo, negli ultimi 40 anni di storia del “moderno” giornalismo la situazione non è cambiata, migliorando. Barachini infatti propone piuttosto che un “percorso punitivo” una loro “partecipazione alla produzionedei contenuti informativi”.

“Occorre tornare a valorizzare l’informazione tradizionale, quella professionale, quella dei giornalisti, difendere il diritto d’autore e lavorare in Europa perché i grandi over the top si rendano responsabili del futuro dell’editoria”, conclude Barachini.

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