Peppino Di Capri, un “modo d’essere” caprese, o la musica come eleganza

Di Francesca Maccaglia

 

 

ORTE (VITERBO) – “Capri per me non è soltanto un’isola, è un modo di essere, uno stato d’animo”.

All’età di 87 anni e dopo una lunga malattia si è spento nell’amata Isola Azzurra, Peppino Di Capri, uno dei grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento, autore e interprete della musica italiana e napoletana, cantante, pianista e attore.

L’artista iniziò la sua carriera a soli quattro anni esibendosi a Capri per i soldati americani. 

Nei suoi primi anni, ha saputo unire la grande tradizione melodica napoletana alle contaminazioni internazionali del rock’n’roll, del twist e del rhythm and blues.

Dopo il brano “Melancolie” del 1958, gli anni Sessanta sono il suo decennio d’oro. I suoi primi successi le interpretazioni di due celebri brani classici napoletani,Voce ‘e notte e “Ite vurria vasàda lui incisi e pubblicati come singolo 45 giri nel 1960. Seguono le hit intramontabili come “Champagne”, Nun è peccato”, “Roberta”, “Luna Caprese”, “Let’s Twist Again” e “St. Tropez Twist”, oltre ai musicarelli che lo rendono ancora più popolare.

Nel giugno 1965 Peppino Di Capri si esibisce come artista d’apertura, “opening act” in inglese, nelle tappe italiane dei concerti dei Beatles.

Un profondo legame con il Festival di Sanremo, con ben 15 partecipazioni allattivo, nel quale l’artista conquistò due vittorie. Nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più!”. Quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana, vinto nel 1970 con il brano, “Me chiamme ammore”. La vittoria fu condivisa ex aequo con il cantante Gianni Nazzaro; e nove partecipazioni a Canzonissima.

La sua capacità di unire il jazz, la canzone napoletana e il pop lo ha reso un pilastro della cultura popolare italiana. Il sognatore, celebre brano presentato da Peppino di Capri al Festival di Sanremo nelledizione del 1987, con il quale si classificò al quinto posto, composto a più mani con la collaborazione di Toto Cutugno.

Nel gennaio 1996 il sodalizio artistico con il collega Fred Bongusto, entrambi protagonisti di una celebre tournée nei teatri di tutta Italia, seguita dall’omonimo album dal vivo, intitolato proprio Due ragazzi così – live 96.

Il 26 maggio del 2005 Peppino Di Capri fu insignito dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

La sua carriera live è stata celebrata con importanti riconoscimenti alla carriera, come quelli ricevuti in Versilia, alla Bussola e alla Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi e, nel 2023, il prestigioso Premio Tenco alla carriera.

Molti i messaggi di cordoglio. Il collega Cristiano Malgioglio ha detto di lui: “Ci lascia un grande gigante della musica leggera. La sua voce riusciva a emozionare chiunque la ascoltasse, perché sapeva di magia. Oggi Napoli lo piange come tutti noi”.

Nino D’Angelo, invece, ha dedicato questo pensiero: “Ciao Peppino. Cantante Sognatore e persona perbene. Addio pezzo di Napoli senza tempo”.

Un messaggio pieno di affetto quello di Renato Zero: “Caro Peppino, sono riuscito ad abbracciarti, a godere ancora della tua luce, della tua vicinanza, del tuo tenero accattivante sorriso. Sei stato un faro, un porto sicuro dove rifugiarmi ogni volta. Grande la tua anima, così generosa verso il tuo pubblico, i tuoi amici, la tua musica. Ti porterò nel cuore sempre. Sarai presente in ogni pensiero e nota che riuscirò a comporre. So che non mi dimenticherai come io non ti dimenticherò! Che il cielo ti accolga come meriti”.

Anche Orte, in occasione della festa del patrono, sant’Egidio abate, ha avuto il piacere di ospitare l’artista partenopeo. Era il settembre 2015 ed io ho avuto il grande onore di intervistarlo.

Peppino di Capri e i cantautori partenopei come Pino Daniele, Renato Carosone, Edoardo Bennato o Enzo Avitabile condividono la matrice melodica napoletana e il legame con il territorio, tutti sono riusciti a portare il suono e lo spirito di Napoli fuori dai confini regionali, differenziandosi nello stile e nelle tematiche.

Peppino di Capri si dedica, in special modo, al romanticismo borghese, con testi incentrati sullamore e sul mondo dei locali notturni. Le sue canzoni esplorano l’amore in tutte le sue sfaccettature; l’eleganza, il carisma personale e la profonda consapevolezza di sé, hanno reso possibile un legame intimo ed empatico con il pubblico.

A me resta il ricordo di una gradevolissima intervista con il suo invito a “Non mollare mai. Tra le sue frasi più belle quella che condivido più profondamente: Mi piace sognare al momento, anche esageratamente.

 

Di seguito il link dell’intervista realizzata con l’emittente radiotelevisiva Tele Radio Orte:

https://www.napolitoday.it/attualita/peppino-di-capri-morto-intervista.html

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