Quando si ferma un’inchiesta, cosa si interrompe davvero?

La sospensione cautelativa delle repliche estive di Report riapre una domanda che va oltre il destino di una trasmissione televisiva: come si custodisce il rapporto di fiducia tra servizio pubblico, informazione e cittadini?

Ci sono notizie che si esauriscono nel giro di una giornata. Altre, invece, continuano a interrogarci anche quando i riflettori si spengono.

La sospensione cautelativa delle repliche estive di Report appartiene a questa seconda categoria.

La Direzione Approfondimento della Rai ha spiegato di aver adottato il provvedimento in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci. L’azienda ha precisato che la scelta sarebbe finalizzata alla tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico, confermando il ritorno della trasmissione con la nuova stagione autunnale.

Sigfrido Ranucci ha contestato la decisione, definendola fondata su congetture ed esprimendo sconcerto e preoccupazione.

Le posizioni sono note, ma restano aperte domande che meritano risposte chiare.

Che cosa si interrompe davvero quando un programma d’inchiesta viene fermato, anche solo nelle repliche?

Si interrompe soltanto una programmazione televisiva?

Oppure si incrina qualcosa di piu profondo: quel rapporto di fiducia che permette ai cittadini di riconoscere nel servizio pubblico uno spazio libero, credibile e affidabile?

Oltre il destino di una trasmissione

Per molti italiani Report non e semplicemente una trasmissione. E uno dei luoghi nei quali hanno imparato che un’inchiesta nasce dai documenti prima ancora che dalle opinioni, dal tempo prima che dalla velocita, dalla verifica prima che dal consenso.

Lo si puo apprezzare oppure criticare. E naturale che sia cosi. Il giornalismo d’inchiesta vive proprio del confronto, delle verifiche e, quando necessario, anche delle contestazioni.

Ma proprio perche Report e diventato un simbolo, ogni decisione che lo riguarda produce inevitabilmente un effetto che va oltre il palinsesto.

Viviamo in una stagione nella quale la fiducia e diventata uno dei beni piu fragili della vita democratica.

Fragile e la fiducia nelle istituzioni.

Fragile e quella nei media.

Fragile e quella tra cittadini e poteri pubblici.

Ogni scelta viene interpretata attraverso la lente della contrapposizione. Ogni decisione rischia di essere letta come una vittoria o una sconfitta di qualcuno.

La credibilita nasce dalla trasparenza

E proprio in questo contesto che il servizio pubblico e chiamato a qualcosa di piu.

Non soltanto a prendere decisioni corrette.

Ma a renderle comprensibili.

Perche la credibilita non nasce dall’assenza di errori.

Nasce dalla trasparenza.

Quando una scelta riguarda un programma simbolo del giornalismo investigativo, non basta che sia amministrativamente legittima. Deve anche riuscire a rafforzare la fiducia di chi la osserva.

Altrimenti il vuoto lasciato dalle spiegazioni viene rapidamente occupato dalle interpretazioni.

E le interpretazioni, oggi, corrono molto piu veloci dei fatti.

Nell’informazione non basta prendere decisioni corrette. Bisogna anche renderle comprensibili.

Lo spazio delle domande

E cosi che nasce la polarizzazione.

C’e chi parla immediatamente di censura.

Chi, al contrario, considera ogni dubbio una polemica strumentale.

Tra queste due posizioni esiste uno spazio che il buon giornalismo dovrebbe continuare ad abitare.

Lo spazio delle domande.

Le domande non indeboliscono una democrazia.

Sono uno degli strumenti attraverso i quali una democrazia continua a correggersi, a verificarsi e a crescere.

Per questo il tema non riguarda davvero Report.

Domani potrebbe riguardare un’altra redazione, un altro programma, un altro giornalista.

Riguarda il clima nel quale vogliamo che l’informazione possa continuare a svolgere il proprio lavoro.

Un clima nel quale l’autonomia editoriale sia tutelata e le decisioni delle istituzioni siano accompagnate dalla massima trasparenza possibile.

L’informazione come relazione

Forse questa vicenda ci consegna anche un’occasione.

Ricordarci che l’informazione non e un prodotto da consumare.

E una relazione da custodire.

Ogni inchiesta, ogni scelta editoriale, ogni comunicato istituzionale contribuisce a costruire oppure a indebolire quella relazione invisibile che tiene insieme cittadini, servizio pubblico e democrazia.

Quando quella relazione si incrina, il problema non riguarda soltanto una trasmissione televisiva.

Riguarda tutti noi.

Perche il servizio pubblico non appartiene all’azienda che lo gestisce.

Appartiene ai cittadini che lo finanziano e che in esso cercano un’informazione libera, rigorosa e credibile.

I palinsesti cambiano.

Le stagioni televisive finiscono e ricominciano.

La fiducia, invece, ha tempi molto piu lunghi.

Si costruisce lentamente.

E quando si incrina, nessuna nuova programmazione riesce a restituirla automaticamente.

Nota redazionale: il testo e un editoriale. I fatti relativi alla sospensione delle repliche e alle posizioni espresse dalla Rai e da Sigfrido Ranucci sono distinti dalle valutazioni e dalle riflessioni dell’autore.

FONTI

  • Rai, comunicato della Direzione Approfondimento sulla sospensione cautelativa delle repliche estive di Report e sulla conferma della nuova stagione: Rai Ufficio Stampa
  • ANSA, ricostruzione della decisione Rai e delle motivazioni comunicate dall’azienda:ANSA
  • Dichiarazioni pubbliche di Sigfrido Ranucci sulla sospensione delle repliche estive di Report.

@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella

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