Sanità, UAP: “Serve un sistema tariffario stabile e sostenibile per pubblico e privato accreditato”

Alla conferenza stampa guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino,  l’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata chiede un meccanismo di aggiornamento tariffario stabile e trasparente: “Pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale”

 

 

Un sistema tariffario stabile, aggiornato nel tempo e realmente sostenibile: è questa la richiesta che UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata) ha rivolto alle istituzioni, chiamando in causa tanto le strutture pubbliche quanto quelle private, autorizzate e accreditate, e naturalmente i cittadini che di quel sistema sono i destinatari finali. A farsi portavoce dell’istanza è stata la presidente Mariastella Giorlandino, che ha aperto i lavori di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i presidenti delle associazioni aderenti all’Unione. A moderare l’incontro,  Maria Grazia Cucinotta, legata da anni a Giorlandino nell’impegno per le iniziative di protezione sociale rivolte alle fasce più fragili della popolazione, oltre che volto e sostenitrice della Fondazione Artemisia e della stessa UAP.

“Pubblico e privato accreditato non sono due sistemi contrapposti”

Secondo Giorlandino, è tempo di superare una narrazione che contrappone sanità pubblica e sanità privata: “Continuiamo troppo spesso a parlare di sanità pubblica e sanità privata come se fossero due sistemi contrapposti. Non è così. Il nostro ordinamento ha costruito il Servizio sanitario nazionale come un sistema a responsabilità pubblica, nel quale le cure vengono erogate attraverso strutture pubbliche e strutture private accreditate”.

La presidente UAP ribadisce il ruolo del privato accreditato all’interno della rete pubblica: “Il privato accreditato è quindi parte integrante della rete del SSN: integra il pubblico, non lo sostituisce. La responsabilità deve restare pubblica. Ed è il pubblico che deve conoscere i bisogni di salute, programmare l’offerta, stabilire regole e priorità, controllare appropriatezza e qualità e garantire i livelli essenziali di assistenza”.

Il nodo delle tariffe: un aggiornamento insufficiente

Giorlandino sottolinea la necessità di programmare le risorse disponibili come un sistema unico, ricordando che dopo oltre un decennio di attesa, nel novembre 2024 è stato finalmente approvato il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Un traguardo, spiega, che però non ha risolto il problema di fondo:

“Noi chiediamo la tutela della salute dei cittadini. La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, la politica deve uscire dagli slogan. Noi vogliamo i cittadini al centro e la qualità del servizio”.

La presidente denuncia due anni di battaglie per ottenere l’adeguamento delle tariffe, conclusi con risultati giudicati insoddisfacenti: su 2.040 prestazioni, gli aumenti hanno riguardato solo 445 voci, di cui appena 158 con una rivalutazione realmente in linea con l’indice Istat. “Tariffe inferiori ai costi efficienti danneggiano anche le strutture pubbliche”, avverte, ricordando che ”

una visita a 23 euro non si può fare”. E aggiunge: “Non è solo l’aspetto economico, vogliamo la qualità, vogliamo garantire che chi è malato possa fare dei percorsi clinici. La sanità deve salvare la vita alle persone e purtroppo, ormai, tante patologie sono fuori controllo”.

La proposta UAP: un meccanismo stabile di aggiornamento

Secondo l’Unione, l’Italia non dispone oggi di un meccanismo generale e stabile capace di preservare nel tempo il valore reale delle tariffe sanitarie. Per questo UAP propone un metodo più semplice e trasparente, articolato in tre punti:

  • costruire una base tariffaria rigorosa, determinando analiticamente i costi delle singole prestazioni attraverso un confronto effettivo tra sanità pubblica, privata accreditata, Regioni e istituzioni tecniche;
  • aggiornare annualmente le tariffe sulla base di un indice ufficiale;
  • riservare a scadenze pluriennali la revisione strutturale dei costi.

Un sistema, sottolinea l’Unione, più prevedibile, meno esposto al contenzioso e in grado di sostenere comunque il costo reale delle prestazioni. Come ricorda Giorlandino, una tariffa incongrua non rappresenta necessariamente un risparmio per il Servizio sanitario nazionale: rischia piuttosto di trasferire altrove il costo e di ridurre la capacità complessiva di cura.

La presidente UAP chiarisce l’obiettivo della proposta: “Non chiediamo di sostituire il pubblico con il privato. Chiediamo un Servizio sanitario nazionale più forte, nel quale il pubblico eserciti pienamente la propria responsabilità di guida e utilizzi in modo intelligente tutte le capacità che fanno parte del sistema”. E conclude: “Perché il cittadino che aspetta una risonanza non domanda chi sia il proprietario dell’apparecchiatura. Domanda al Servizio sanitario nazionale di essere curato bene e in tempo. E allora il messaggio è semplice: pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale. Un solo sistema, un solo diritto alla cura”.

A chiudere l’incontro, la moderatrice Maria Grazia Cucinotta, impegnata da oltre trent’anni nella promozione della prevenzione, racconta la difficoltà che incontra quotidianamente nel sensibilizzare le persone: “Quando dico alle persone di fare prevenzione mi rispondono: ci hanno detto che è finito il budget, oppure parlano di liste d’attesa lunghissime. Quindi è necessario cercare di trovare una soluzione, perché chi si ammala non sceglie di esserlo e va tutelato. Bisogna dare l’opportunità a tutti i cittadini di fare controlli e prevenzione, perché la prevenzione salva la vita, ma devono poterla fare”.

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Sanità, UAP: “Servono tariffe eque per non indebolire il SSN”.Giorlandino: “Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce”

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