Roma, 20 mag. (Adnkronos) – Aumenta l’impegno nel sostenere la raccolta di rifiuti plastici per prevenirne la dispersione nell’ambiente da parte del Gruppo Davines – azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi Davines e comfort zone, B Corp dal 2016 – attraverso l’avvio a fine 2025 della collaborazione con la B Corp CleanHub. E’ quanto fa sapere il Gruppo in una nota.La raccolta di rifiuti di plastica rappresenta una delle iniziative chiave nella strategia per la sostenibilità ambientale del Gruppo Davines. Nel 2021 il Gruppo ha avviato la collaborazione con Plastic Bank; dal 2022 il Gruppo ha rafforzato il suo impegno per raccogliere un quantitativo di rifiuti in plastica equivalente a quello dei packaging Davines e comfort zone venduti nel mondo, con un rapporto uno a uno. Dal 2021 al 2025 il Gruppo ha contribuito alla raccolta di oltre 3.436 tonnellate di plastica.Le quantità di plastica rimosse dall’ambiente negli anni sono via via aumentate, di pari passo con l’aumento della produzione e dei prodotti venduti, per arrivare nel 2025 a oltre 868 tonnellate. La raccolta è stata realizzata in parte da Plastic Bank (sulle coste di Filippine e Indonesia) e in parte dal nuovo partner CleanHub (in India, Indonesia, Filippine e Guatemala), B Corp che Davines Group ha scelto per supportare modelli diversi di recupero dei rifiuti in plastica e, in particolare, per prevenire che una maggiore quantità di plastiche non riciclabili inquini gli ecosistemi. I rifiuti raccolti da CleanHub sono infatti costituiti per circa il 70% da plastiche sottili e multistrato, come pellicole trasparenti, sacchetti di patatine e confezioni di caramelle. Si tratta di materiali misti che non essendo riciclabili non hanno valore di mercato e rischierebbero di non essere raccolti e di rimanere dispersi nell’ambiente.In ottica di economia circolare, la plastica che non risponde agli standard del riciclo meccanico viene avviata al co-processing, per il recupero energetico nei cementifici dove viene utilizzata come combustibile alternativo, riducendo l’utilizzo di fonti fossili vergini – spiega Davines – Le ceneri di scarto della combustione vengono inoltre riutilizzate nelle miscele di cemento e le emissioni di CO2 generate dal co-processing sono inferiori rispetto a quelle che sarebbero state prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili.Il co-processing rappresenta oggi la soluzione di transizione a minor impatto ambientale per la gestione della plastica non riciclabile. Rispetto all’inceneritore tradizionale, le plastiche non riciclabili utilizzate per alimentare i forni industriali come quelli del cemento, ad altissime temperature, non rilasciano sostanze tossiche come diossine e furani. Inoltre, grazie al co-processing è possibile evitare di smaltire ulteriori rifiuti in discarica.I rifiuti in plastica sottratti alla dispersione nell’ambiente, riciclati o non conferiti in discarica, sono anche una importante fonte di reddito per le comunità locali delle aree vulnerabili. Con CleanHub il Gruppo Davines contribuisce alla creazione di posti di lavoro contrattualizzati e con salari equi: gli addetti alla raccolta vengono pagati a ore, indipendentemente dal volume raccolto, e hanno così un’occupazione stabile e una maggiore sicurezza finanziaria. Un esempio virtuoso è il progetto Clean Kerala in India per l’impiego etico di donne provenienti da contesti svantaggiati.“La circolarità e la biodiversità sono due dei pilastri del nostro modello di crescita rigenerativo e di lungo periodo. E il packaging è una delle leve strategiche per perseguirlo: da una parte riduciamo il consumo di risorse, emissioni e rifiuti con l’eco-design e allo stesso tempo ci impegniamo a rimuovere dall’ambiente una quantità di rifiuti in plastica equivalente al totale dei packaging in plastica di prodotti che vendiamo – commenta Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines – Per il 2025 abbiamo evoluto il nostro modello di raccolta con un nuovo partner, CleanHub, una B Corp come noi, che ci permette di contribuire alla raccolta della plastica non riciclabile, con un modello che è premiante non solo per l’ambiente ma anche per le comunità locali che ricevono un reddito certo e sicuro”.Nella propria strategia di sostenibilità ambientale al 2030 ‘Davines Group Towards Planet Regeneration’, il Gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui: raccogliere cumulativamente 5mila tonnellate di rifiuti plastici dall’ambiente entro il 2030 (traguardo già raggiunto al 51% nel 2025); limitare l’uso di plastica vergine fossile a non più del 10% del peso totale degli imballaggi acquistati; e utilizzare il 100% di alluminio, carta e cartone riciclati per il packaging dei prodotti.

