Roma, 30 giu. (Adnkronos Salute) – “La menopausa è un fenomeno complesso dal punto di vista cardiovascolare. Aumentano alcuni ormoni, come l’Fsh (ormone follicolo stimolante) mentre si riducono altri ormoni, come gli estrogeni e il progesterone. Tutto questo determina una modifica del profilo di rischio metabolico della donna che, nella fase pre-menopausale, è sostanzialmente protetta da un assetto lipidico favorevole, caratterizzato da livelli relativamente più alti di Hdl (il cosiddetto ‘colesterolo buono’). Nel post-menopausa, invece, si osserva un peggioramento del profilo lipidico, con un aumento delle lipoproteine aterogene, che rappresentano fattori di danno per la parete dei vasi, in particolare per l’endotelio” il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Lo ha detto Gianfranco Sinagra, presidente della Società italiana di Cardiologia (Sic), intervenendo – oggi alla Camera – alla presentazione di ‘Menopausa, riscriviamo le regole’, la prima campagna nazionale che coinvolge le diverse figure professionali che gravitano intorno a questa fase della vita.”Le malattie cardiovascolari rappresentano la causa più frequente di morte e sono responsabili di circa il 37% dei decessi nelle donne. Questo dato – ha sottolineato Sinagra – è significativo e invita a riflettere su come tali patologie incidano nella vita femminile. Dal punto di vista epidemiologico, l’impatto delle malattie cardiovascolari aumenta soprattutto dopo la menopausa. Certo, esistono anche patologie cardiache che colpiscono le donne in giovane età, come alcune cardiopatie congenite o malattie infiammatorie del cuore, ma in generale l’incidenza maggiore si osserva dopo la menopausa. In questa fase aumentano le patologie vascolari, l’ipertensione, l’ictus e l’infarto miocardico acuto”.Questo avviene – secondo Sinagra – “perché il profilo fisiopatologico della menopausa non riguarda solo le variazioni del colesterolo o dei lipidi, ma coinvolge molteplici meccanismi: cambia la distribuzione del grasso corporeo, aumenta il grasso viscerale e si altera la funzione endoteliale, rendendo i vasi più predisposti allo sviluppo di malattie aterosclerotiche. Inoltre, l’aumento del peso corporeo tipico del periodo post-menopausale contribuisce ulteriormente a incrementare il rischio cardiovascolare, compresa la fibrillazione atriale”.Il capitolo delle malattie cardiovascolari nella donna in menopausa è quindi “fisiopatologicamente complesso e richiede una visione integrata dei diversi fattori coinvolti, che devono essere conosciuti e in parte governati”, ha detto. “La menopausa può rappresentare un’opportunità nella vita delle donne. La sensibilità femminile nei confronti del rischio oncologico è generalmente elevata, mentre non è altrettanto sviluppata quella verso il rischio cardiovascolare. Le donne tendono infatti a sottovalutare il rischio cardiovascolare, i sintomi e la possibilità stessa di sviluppare queste patologie, contribuendo così a un ritardo diagnostico”, ha aggiunto.In questo senso, la menopausa – con i cambiamenti e l’aumento del rischio cardiovascolare che la accompagnano – “può diventare un momento utile per richiamare l’attenzione sulla prevenzione, sul riconoscimento precoce dei sintomi e sulla consapevolezza del rischio cardiovascolare. Per questo motivo, la menopausa può rappresentare per le donne un’opportunità di più precoce identificazione del rischio e delle manifestazioni cliniche cardiovascolari”, ha poi concluso Sinagra.
Resta dentro le notizie che contano
Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.
Segui il canale WhatsApp
