AGCOM chiede alla Commissione europea di valutare AI Overviews e AI Mode di Google.
Al centro, il rischio di calo del traffico verso i siti editoriali, la “zero-click search” e le risposte inesatte generate dall’intelligenza artificiale.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha inviato alla Commissione europea una richiesta formale per valutare il funzionamento delle nuove funzionalità introdotte da Google nel motore di ricerca, in particolare AI Overviews e AI Mode.
Questi strumenti, basati sull’Intelligenza Artificiale (IA), forniscono risposte sintetiche direttamente nella pagina dei risultati, limitando il bisogno per gli utenti di visitare i siti originali.
Il DSA al centro dell’iniziativa
La segnalazione si fonda sul Digital Services Act (DSA), in particolare sull’articolo 65, che permette di richiedere una verifica sui rischi sistemici e sul livello di trasparenza delle piattaforme digitali.
Tuttavia, la decisione non è stata condivisa da tutti i membri dell’autorità. La commissaria Elisa Giomi ha espresso voto contrario, evidenziando divergenze interne sull’opportunità dell’intervento.
Indagine antitrust e impatto sul pluralismo informativo
Il quadro normativo resta articolato. É già in corso un’indagine avviata dalla Commissione europea il 9 dicembre 2025 per accertare un possibile abuso di posizione dominante da parte di Google, soprattutto in relazione all’utilizzo di contenuti editoriali e video senza adeguata remunerazione.
D’altra parte, la richiesta di AGCOM punta a valutare gli effetti delle nuove funzioni sul sistema informativo e sul pluralismo.
Calo del traffico e rischi dell’IA
Le preoccupazioni del settore editoriale, riguardano in particolare la diminuzione del traffico verso i siti, legata al fenomeno della “zero-click search”, con perdite stimate fino al 40%. A questo si aggiungono i rischi connessi alle cosiddette allucinazioni dell’IA, ovvero risposte inesatte o fuorvianti.
Ulteriori criticità emergono dai limiti imposti agli editori. Infatti, le opzioni per escludere i contenuti dalle risposte IA possono comportare anche una riduzione significativa della visibilità nei risultati di ricerca. Ora spetta alla Commissione europea decidere se aprire un’indagine formale anche nell’ambito del DSA o rinviare la valutazione all’autorità italiana.
Articolo di D.C.G.


