Home Storia, Arte, Cultura Premio Troccoli Magna Graecia. Pierfranco Bruni: Quarant’anni di cultura. Quarant’anni di riconoscimenti. Quarant’anni di incontri!

Premio Troccoli Magna Graecia. Pierfranco Bruni: Quarant’anni di cultura. Quarant’anni di riconoscimenti. Quarant’anni di incontri!

Redazione

“Un Premio che in questi decenni ha sottolineato l’importanza del rapporto tra cultura e territorio.”L’intervista del presidente del Comitato scientifico del Premio Pierfranco Bruni che commenta i quarant’anni di vita del Premio.

Nei prossimi giorni saranno resi noti i nominativi dei vincitori del 40° Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia, di ricerca e promozione culturale, ai quali sarà conferito il riconoscimento sabato 30 maggio nel Teatro comunale “Carmine Concistrè” di Cassano all’Ionio (CS) alle ore 18.00.

Numerose le candidature personali e le segnalazioni pervenute da editori e associazioni di varie regioni italiane. La segreteria organizzativa ha reso noto che, dopo un primo e scrupoloso esame delle candidature, è stata compilata la   terna di finalisti per ciascuna sezione e che a breve sarà annunciata la selezione finale   dei vincitori.

Intanto registriamo l’intervento del presidente del Comitato scientifico del Premio Pierfranco Bruni che commenta i quarant’anni di vita del Premio.

Il Troccoli Magna Graecia è giunto alla 40esima edizione: quale il suo commento?

«Il Premio dedicato a Giuseppe Troccoli ha tracciato anni di cultura, di vita, di incontri e di riconoscimenti.  Nato come semplice evento per fare turismo – culturale, è salito agli onori meritandosi l’attenzione di diversi Ministeri oltre che dei media nazionali.     La sua immagine è entrata nel circuito nazionale. L’attenzione rivolta al Premio da parte di noti giornalisti, scrittori, editori, uomini dello spettacolo ha stimolato l’interesse generale per il nostro territorio e contribuito ad alimentare un dibattito oltre le mura cittadine. Il Premio ha provocato l’azione per la ricerca. Si pensi all’interesse nato su Giuseppe Troccoli e tutta la sua opera».

Secondo lei quali sono state le principali specificità del Premio?

«Dalla tradizione dei Beni Culturali alla lettura della civiltà contadina, dal recupero della memoria storica, alla valorizzazione delle tradizioni popolari legate ai momenti religiosi, in cui la tradizione è punto nevralgico. Il mondo della scuola è stato sempre un riferimento. Infatti la loro presenza diventa sempre più riferimento.

Un premio, abbinato alla scuola e ad un tema centrale che riguarda i valori umani, alla cultura che recupera le sottolineature mediterranee di un territorio è sempre una manifestazione di ricerca. E qui, tra i vicoli si parla un linguaggio le cui icone sono un esemplare di memoria».

Quale rapporto vi è stato tra il territorio e le personalità premiate?

«Un Premio in questi decenni ha sottolineato l’importanza del rapporto tra cultura e territorio. I raccordi sono i raccordi promozionali e progettuali di tale manifestazione. Ma perché una tale manifestazione? Lo scopo è quello di raccordare la cultura del territorio con la storia. Ciò ha significato creare legami che pongono al centro la riscoperta di modelli identitari con una mobilitazione che guarda alla valorizzazione. Il territorio è un dato prioritario che impone sempre un approfondimento sulla consapevolezza di una civiltà. Un Premio può dare impulso ad una educazione alla conoscenza e quindi può spingere verso un percorso valorizzante del territorio? Direi proprio di sì. È stata una splendida manifestazione che ha messo insieme un numerosissimo pubblico all’interno di un contesto storico e turistico».

Le tematiche affrontare ha contribuito a meglio definire l’identità del territorio?

«Si tratta di un Premio che ha un progetto ben finalizzato all’interno del territorio nel quale è nato. Pensare a un tema tra identità del territorio e tematiche affrontate è penetrare quegli elementi mediterranei che hanno dominato nella nostra civiltà e che non smettono di essere elementi partecipanti nel nostro quotidiano vivere il territorio.

Memoria, dunque, e futuro. Un raccogliere le istanze che ci provengono dalla storia ma che vivono dentro il contemporaneo. Il Mediterraneo vive dentro di noi, dentro i segni di una memoria-civiltà. Ecco lo spirito che si vuole dare ad una tale manifestazione. Si pensi che nei primi anni, per più di un decennio, si collegava ad un convegno di studi nel quale si argomenta il legame tra letteratura e Troccoli attraverso altre personalità. Basta sfogliare l’Album delle personalità che sono state premiate.

Quarant’anni di cultura! Quarant’anni di riconoscimenti! Quarant’anni di incontri»!

Lauropoli-Cassano all’Ionio   20/04/2026

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